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La stagione è finita e il futuro è un'incognita. Il movimentato mercato dello scorso anno pareva aver gettato le basi per una rivoluzione che sarebbe durata per qualche tempo: l'epurazione di numerosi giocatori che non avevano mai del tutto convinto, l'arrivo di una superstar come l'esperto Turkoglu, lo stravolgimento di un roster mediocre per compiere il decisivo salto di qualità verso un livello a ridosso delle potenze dell'NBA. Poi le difficoltà iniziali, l'illusione intermedia, il crollo finale. E il fallimento. E adesso? Forse è necessario un secondo scossone, addirittura più violento e sconvolgente di quello appena vissuto.
Andrea Bargnani resterà. Il quasi-fresco rinnovo contrattuale non lascia dubbi. La sua crescita tecnico-tattica gli ha fatto acquistare punti all'interno del team. La speranza è che possa migliorare nella continuità e nella concentrazione, acquisendo quella mentalità combattiva che gli consentirebbe di diventare un campione completo. Anche dal punto di vista caratteriale, non solo cestistico.
Hidayet Turkoglu giocherà ancora in Canada. Motivi tecnici? Più che altro economici. Non esistono squadre disposte ad accollarsi il pesante ingaggio di un professionista che viene da un'annata così deludente. L'augurio è che questo fardello possa trasformarsi nell'arma vincente dei Raptors, magari mostrando il repertorio di magie che i supporters di Toronto non hanno visto durante la regular season appena trascorsa. La rinascita della franchigia canadese dipende anche dalla rinascita del turco.
José Calderon è in bilico. Come ogni anno. Il discorso è semplice: è un motore abbastanza valido da far ruotare gli ingranaggi di una vettura che aspira a primeggiare? La sensazione è che la sua partenza non sarebbe una grave perdita. Con tutto rispetto per lo spagnolo, tanto efficace nelle azioni d'attacco quanto inerme quando si tratta di difendere.
Chris Bosh è l'ago della bilancia. Meglio con lui o senza di lui? Inutile nascondersi: a prescindere dalle strategie dei Raptors, CB4 cerca una piazza che sappia davvero valorizzare il suo talento. Dopo essere rimasto a Toronto nella seconda metà della scorsa stagione ed essere diventato il top-scorer di tutti i tempi della franchigia canadese, Bosh vorrebbe iniziare il prossimo anno lottando per mettere qualcosa in bacheca, non solo per tentare un piazzamento fra le prime otto squadre della Conference d'appartenenza. E i Raptors? Perderebbero l'uomo simbolo o si libererebbero di un peso che attanaglia gli altri cestisti della squadra, facendoli rendere a scartamento ridotto? Probabilmente entrambe le cose. Certo sarà necessario trovare un sostituto all'altezza, magari meno dotato singolarmente ma più abile a dialogare con i compagni.
I restanti giocatori verranno coinvolti nella roulette degli scambi. Figurine da muovere per raggiungere obiettivi mirati. Meritano una menzione particolare Marco Belinelli e Sonny Weems: il primo non è riuscito a dimostrare il proprio talento e sarebbe un peccato perderlo senza averne valorizzato tutte le potenzialità; il secondo è stato uno dei più positivi in una stagione da dimenticare e forse è giusto riconoscerne i meriti puntando sulla sua crescita.
I prossimi mesi scioglieranno ogni dubbio. Qualunque cosa accada, la polizza assicurativa dei Toronto Raptors ha un nome ed un cognome: Bryan Colangelo. Il general manager italo-americano sa infatti di non potersi permettere altri passi falsi.

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